tradimenti
Il Terrazzo dei Segreti
11.09.2026 |
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""Non finirà, " promise lui, accarezzandole dolcemente i capelli e baciandola rassicurante..."
Ogni pomeriggio d'estate, quando il sole cominciava a calare dietro i tetti, lei appariva sul terrazzo con la cesta del bucato.
Marco la osservava da lontano, la sigaretta tra le dita, il fumo che si arricciava nell'aria calda.
Non si erano mai parlati, ma i loro sguardi si cercavano sempre, in quella danza silenziosa che durava ormai da mesi.
Elena aveva quarant'anni, un corpo che il tempo aveva modellato con generosità.
Quando stendeva i panni in reggiseno e mutandine, la sua pelle abbronzata brillava di una luce dorata.
Elena non lo faceva per provocare qualcuno, quando era in casa d’estate, si sentiva in libertà di stare in quel modo, per stare fresca, mai avrebbe pensato di voler provocare o creare l’attenzione.
Del resto loro abitavano al 5 piano di un condominio di periferia, mai avrebbe immaginato che qualcuno da un palazzo attiguo la osservasse
Invece Marco che abitava nel palazzo accanto la osservava mentre si allungava per appendere le lenzuola, i movimenti fluidi, il seno che premeva contro il tessuto sottile del reggiseno.
Marco, era rimasto ammaliato da quella donna stupenda; a cinquantasei anni, sentiva ancora quel fuoco dentro, quella voglia che credeva sopita.
I due non si dicevano nulla, ma capivano tutto.
Un sorriso appena accennato, un cenno del capo, un ammiccamento, il modo in cui lei indugiava un attimo in più a sistemare un asciugamano quando lui era lì.
Era una complicità silente, fatta di sguardi, di respiri trattenuti, di desiderio che cresceva giorno dopo giorno.
Il destino imprevedibile decise di mescolare le carte.
Un pomeriggio di settembre, i loro cani si incontrarono al parco.
Un labrador ed un pastore tedesco che correvano e si annusavano felici, mentre i loro padroni finalmente si parlavano.
"Anche tu porti qui il cane?" chiese lei, con un sorriso che gli fece battere il cuore.
"Da anni," rispose lui, cercando di mantenere la calma. "Non sapevo che avessi un cane."
"Da tre anni. Ma di solito lo porto la mattina presto."
Da quel giorno, le loro passeggiate si sincronizzarono.
Si incontravano al parco, camminavano insieme, parlavano di tutto e di nulla; del lavoro, dei figli, della vita.
Ma sotto quelle parole banali, scorreva una corrente elettrica, un desiderio che diventava sempre più difficile da ignorare.
Una sera, mentre tornavano verso casa, Elena si fermò.
"Mio marito parte domani per una settimana. Conferenza a Milano."
Marco la guardò, il cuore che martellava.
"E cosa farai in questi giorni?"
Lei sorrise, un sorriso che era una promessa.
"Forse potresti passare a trovarmi. Per un caffè."
Marco non se lo fece ripetere due volte, era musica per le sue orecchie
La notte non dormì al pensiero del loro incontro, era la stessa sensazione che aveva provato da ragazzo al primo appuntamento ma, stavolta era diverso, era un uomo maturo ora.
Il pomeriggio successivo, Marco suonò il campanello con il cuore in gola.
Elena aprì la porta indossando una vestaglina di cotone leggero, i capelli sciolti sulle spalle, un leggero filo di trucco ed un rossetto appena accennato adornavano il suo splendido viso.
“sei bellissima” furono le uniche parole che Marco riuscì a pronunciare davanti a quella visione
L'aria profumava di vaniglia e di desiderio.
"Entra," disse lei sottovoce, prendendolo per mano.
Non ci fu bisogno di parole.
Come la porta si chiuse alle loro spalle, il desiderio represso esplose
Si baciarono con una fame che era stata repressa per troppo tempo.
Le loro lingue danzavano alla ricerca del piacere sopito per troppo tempo, parevano due adolescenti alla prima pomiciata
Le loro mani esploravano i rispettivi corpi, i loro respiri aumentavano all’unisono, i loro occhi erano chiusi per godersi la sensazione di quei momenti.
Lei presa dalla passione si strinse contro di lui, sentendo il suo desiderio premere contro il suo ventre.
Marco aveva riscoperto una virilità sopita da anni dalla routine di un matrimonio ormai noioso
Marco si fece coraggio e lentamente cominciò a liberarla della vestaglietta, guardandola fissa negli occhi senza mai distoglierle lo sguardo
Lei arrossendo lo lasciò fare
"Credevo che non sarebbe mai successo," sussurrò lei, mentre lui le sbottonava il vestito.
"Anch'io," rispose lui, la voce roca. "Ma non riuscivo a smettere di guardarti."
La vestaglietta cadde all’improvviso
Lui rimase senza fiato nel vedere quel corpo ancora bellissimo
Uno splendido completino di pizzo nero copriva le parti segrete di lei aumentando l’eccitazione di Marco
“ora tocca a te” sussurrò Elena mentre mi sfilava la maglietta
Il suo petto magro ed ancora muscoloso attirò la sua attenzione
Gli baciò un capezzolo incrementando così il desiderio
Poi sbottonò i pantaloni e lo liberò in un sol colpo anche degli slip
Il suo sesso svettò imponente come liberato da una gabbia
Elena si avvicinò a Marco baciandolo e toccandomi leggermente l’asta
“se questo è l’antipasto non vedo l’ora di arrivare al dolce” bisbigliò lui eccitato
Marco la prese per mano e la portò in camera da letto, la fece sdraiare, ammirando il suo corpo che finalmente poteva toccare.
Le sue mani esplorarono ogni curva, ogni piega, mentre lei gemeva sotto le sue carezze.
"Ti ho desiderato così tanto," sussurrò lei, tirandolo a sé.
Il sesso di Marco premeva sulle mutandine di Elena mentre i due si baciavano voluttosamente
Marco si staccò improvvisamente da lei, afferrando i lembi delle mutandine liberò l'oggetto del desiderio tanto agognato
Elena arrossì, del resto era rimasta nuda solo davanti a suo marito prima di allora ma quella situazione la pervase di desiderio, lasciò che quei pensieri svanissero nel nulla; così con un movimento lento, guardando sempre negli occhi Marco per condividere la libidine ed il desiderio, si liberò anche del reggiseno
I seni di lei erano ancora belli e sodi, due capezzoli ritti per l'eccitazione erano adornati da aureole amaranto e gonfie di piacere
Marco le si avvicinò, le carezzò il viso e baciandola andò ad esplorare quei seni
Un piccolo grido di piacere soffocato nella bocca di Marco arrivò quando lui le strizzò un capezzolo
Un brivido le correva lungo la schiena
“prendimi Marco non resisto” implorò Elena
Il leggero ciuffetto della fica di Elena attirava le attenzioni di Marco e quello era il momento giusto
Marco si sposto su quel fiore
Iniziando a leccarlo, si schiudeva pian piano mentre Elena con i suoi gemiti riempiva la stanza
Quei gemiti sarebbero stati la colonna sonora di quel pomeriggio
Non ci volle molto, anche Elena aveva una sessualità repressa infatti, in poco tempo scaricò il su desiderio nella bocca di Marco il quale, non sorpreso, leccò avidamente tutto
Il tempo per Elena di recuperare fiato che, fece prendere a Marco il suo posto sul letto
Marco era disteso con quel totem svettante
Elena si avvicinò chinandosi, prima leccandolo leggermente e poi accogliendolo tra le sue labbra
Leccava come la più buona delle leccornie
Quando Elena valutò che era pronto, si mise a cavalcioni su di lui, puntando la cappella all'ingresso del suo paradiso.
Senza esitazione, con un colpo secco fu riempita da Marco
Le sue pareti uterine avvolgevano quel membro in uno stretto abbraccio
Si sentiva piena di lui e ne godeva
Marco con quella visuale era al massimo dell'eccitazione e, mentre Elena iniziava a cavalcarlo, lui si impossessava di quei meravigliosi seni
Andò avanti un bel po, il piacere avvolgeva i loro corpi, li sublimava in un'unica essenza
Ad un tratto Marco la fermò
Cambiarono posizione, sei si mise a pecorina e lui le donava piacere in quel modo
Senza saperlo Marco aveva capito che quella era la posizione preferita di Elena
I suoi seni ballonzolanti sotto i colpi di lui erano meravigliosi
Marco ad un certo punto preso dall'enfasi uscendo da lei puntò la cappella inebriata di desiderio all'ingresso del culetto di lei
Elena terrorizzata si scostò con un movimento repentino
“no ti prego non l'ho mai fatto, ho paura” miagolò Elena in preda al terrore
Marco le baciò la schiena e la fece voltare
Ora lei distesa e lui sopra nella classica posizione del missionario
Lui la prese con forza, poi con dolcezza, poi di nuovo con foga, mentre lei gridava il suo nome, cingeva le gambe come una morsa dietro di lui e le unghie che gli solcavano la schiena.
Fecero l'amore con una passione selvaggia, come se volessero recuperare tutto il tempo perduto.
L'apoteosi arrivò improvvisa, entrambi i corpi iniziarono a contorcersi, Marco non fece in tempo ad uscire da quella presa e lei, volontariamente lo cingeva a se per assaporare ogni sensazione
“prendo la pillola amore” sussurrò Elena
Marco si rilassò, scaricando dentro di lei tutta la voglia repressa da anni e lei, a sua volta, si strinse a lui certa che la sofferenza di donna trascurata con lui sarebbe finita
Quando finalmente si fermarono, esausti e sudati, lei si accoccolò contro di lui.
"Non voglio che finisca mai," mormorò.
"Non finirà," promise lui, accarezzandole dolcemente i capelli e baciandola rassicurante.
E così fu.
Quella settimana divenne l'inizio di una relazione clandestina che durò anni.
Si incontravano quando potevano, rubando momenti di felicità in mezzo alle loro vite complicate.
Il terrazzo non fu più solo un posto dove stendere il bucato o fumare una sigaretta, ma il palcoscenico di un amore proibito, dove i loro sguardi continuavano a parlare un linguaggio che solo loro due conoscevano.
E ogni volta che lei stendeva i panni in reggiseno e mutandine, lui la guardava sapendo che quella donna, con tutti i suoi segreti e le sue passioni, era sua.
E lei, sentendo il suo sguardo su di sé, sorrideva, sapendo che il suo amante la stava aspettando.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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